Liquid generation

IT

 

"Siamo liquidi come il nostro tempo,

rifuggiamo semplificazioni e categorizzazioni proprio perché

siamo insieme il prodotto e lo specchio della complessità contemporanea.

Spogliati da leader, maestri e ideologie di riferimento, ci muoviamo in uno spazio fluido

dove il ventaglio di opzioni è potenzialmente infinito,

senza che lo siano altrettanto le indicazioni sulla strada da seguire."

Sara, The New's room

" Il problema della mia generazione, della nostra generazione, i cosiddetti millennials,

oltre che un problema di incertezza, di frammentarietà, di scopo ed obiettivi,

è anche di solitudine. Siamo legati a doppio filo ad un’incurabile ed inaffrontabile solitudine.

Il mondo in cui viviamo, il mondo liquido di cui parla Baumann, è un mondo individualista.

Lì,ci aggreghiamo in un universo di famiglie reinventate ed effimere di amici temporanei o,

alla peggio, conoscenti, perché la cosa che bramiamo veramente,

quella di cui siamo più affamati in questo presente (e futuro) di stenti emotivi,

relazionali, lavorativi, è un po’ di compagnia. E’ un po’ di ascolto;

tempo di qualità che ci è negato, in primis dalla vita che conduciamo che ci costringe,

pistola alla testa, a spingere sempre più a fondo il piede sull’acceleratore del tempo,

dei sentimenti e del consumo; in secondo luogo perché siamo una generazione di Ciceroni

nel foro dei social networks, dove tutto è labile, dove una delusione altrui ci tocca

per pochi secondi al massimo, tutti troppo impegnati a gridare la propria tragedia personale

a sconosciuti incontrati in vacanza, a compagni delle superiori che non vedi da anni,

a flirt passeggeri che conserviamo nella timeline ma a malapena nella mente.

Tutti ad incolparsi gli uni con gli altri, senza l’onestà di guardarsi negli occhi per dire

una frase semplice ma lapidaria: mi sento solo. Probabilmente la maggior parte di noi

neanche prende in considerazione l’idea che sia proprio questo il problema.

Come in quel film dove il protagonista chiede, durante il monologo interiore: 

e tu ti sei mai sentito solo in una stanza piena di gente? "

Sofia , 22 anni

"Questa è la preoccupazione maggiore. I giovani non sono stati preparati,

dalla lezione di chi è più vecchio, al mondo in cui entrano.

Sono cresciuti attendendosi un mondo in cui il livello raggiunto dai loro genitori

dovrebbe essere solo il punto di partenza per i loro sforzi finalizzati a superare

e a lasciarsi dietro gli standard di vita già raggiunti; hanno bisogno di affrontare

una realtà che li costringe a difendere e ricreare il benessere

che i loro genitori hanno raggiunto – un compito che loro considerano schiacciante

e fuori dalla loro portata. I lavori redditizi e la sicurezza della navigazione

attraverso la vita, promessi a quanti acquisiscono le giuste credenziali educative,

sono in una disponibilità scandalosamente bassa. Hanno lavorato duramente per ottenere quelle credenziali – ma per non servirsene. Loro si confrontano con un mondo inospitale,

noto per il fatto di ritirare le proprie promesse e per minacciarli invece

con un futuro che non possono prevedere e tanto meno controllare"

Zygmunt Bauman, intervista al Festival Biblico

“La cosiddetta generazione x conosce disturbi le cui generazioni precedenti erano inconsapevoli.

Non necessariamente disturbi più numerosi, o disturbi più acuti,

penosi e mortificanti, ma disturbi distintamente diversi, nuovi.

Si potrebbe dire malattie e afflizioni specificamente liquido-moderne (…).

Uno dei consigli più comunemente dispensati ai giovani, nel frattempo,

è di essere flessibili, non particolarmente schizzinosi, di non aspettarsi troppo dal loro lavoro,

di prendere i lavori come vengono senza fare troppe domande,

e di viverli come un’occasione di cui approfittare nell’immediato finchè dura,

piuttosto che come capitolo introduttivo a un “progetto di vita”,

qualcosa che ha a vedere con l’autostima e la definizione di sé,

o una garanzia di sicurezza nel lungo periodo.”

Zygmunt Bauman, "Vite di Scarto"

Ho scattato foto ai miei amici e anche a coloro che incontravo per la prima volta, immortalandoli nelle loro case, nelle loro camere,

nei centri sociali o nei posti in cui trascorrevano più tempo.

Volevo indagare la nostra situazione e raccontare le nostre paure, la nostra impotenza davanti al domani, la nostra realtà liquida e la nostra alienazione. Volevo documentare un  fenomeno perchè ne ero parte e forse ne sono parte tutt'ora.

Liquid Generation è un lavoro iniziato nel 2016, quando ho deciso che, insieme  ai miei compagni di sventura, avrei rappresentato cosa significhi essere la gioventù liquida.

                                                                   

ENG

"We are as liquid as our time, we avoid simplifications and categorizations

precisely because we are together the product and the mirror of contemporary complexity.

Stripped of leaders, masters and ideologies of reference, we move in a fluid space 

where the range of options is potentially infinite,

without the indications of the way forward being so."

Sara, The New’s Room

"The problem of my generation, of our generation, the so-called millennials, as well as a problem of uncertainty, fragmentation,purpose and goals, is also one of loneliness.

We are bound by a double thread to an incurable and inexpressible loneliness.

The world we live in, the liquid world Baumann talks about, is an individualistic world.

There, we aggregate into a universe of reinvented and ephemeral families of temporary friends or,

at worst, acquaintances, because the thing we truly yearn, what we are most hungry for

in this present (and future) of emotional, relational hardships, It’s a little company.

It’s a little bit of listening; quality time that is denied us, first of all because of the life we lead,

which forces us, gun to head, to push our feet ever deeper on the accelerator of time, 

of feelings and waste; secondly because we are a generation of Ciceroni

in the forum of social networks, where everything is fleeting, where someone else’s disappointment touches us for a few seconds at most, everyone too busy shouting their own personal tragedy

to strangers met on vacation, to high school buddies you haven’t seen in years,

to empty flirts that we keep in the timeline but barely in our minds.

Everybody's blaming each other, without the honesty to look each other in the eye to say

a simple but stony phrase: I feel alone. Probably most of us don’t even consider the idea

that that’s the problem.Like in that movie where the protagonist asks, during the inner monologue:

have you ever felt alone in a room full of people? "

Sofia, 22 

" This is the main concern. Young people have not been prepared, from the lesson of the older ones, to the world in which they enter.

They grew up expecting a world in which the level reached by their parents should be only the starting point

for their efforts to overcome and leave behind the standards of life already achieved; they need to face a reality that forces them

to defend and recreate the prosperity that their parents have achieved - a task that they consider overwhelming and out of their league.

Work pay and the safety of navigation through life, promised to those who gain the right educational credentials, are in shocking low availability.

They worked hard to get those credentials - but not to use them.

They face an inhospitable world, known for withdrawing its promises and threatening them with

a future that they can not predict or, much less, control. "

Zygmunt Bauman, interview at Festival Biblico

"The so-called Generation X knows disorders whose previous generations were unaware.

Not necessarily outnumber disorders, or sharper, painful and mortifying disorders, but clearly different disorders, new ones.

One might say specifically liquid-modern diseases and afflictions (...)

One of the most commonly-given advice to the young people, in the meantime, is to be flexible, not particularly picky, not to expect too much out of their jobs, to take jobs as they come without asking too many questions, and to experience them as an opportunity to take advantage of while it lasts, rather than an introductory chapter to a "life project", something that has to do with self-esteem and self-definition, or security guarantee in the long run"

Zygmunt Baumann, "Wasted Lives"

I took pictures of my friends and also of those I met for the first time, capturing them in their homes, in their rooms,

in their community centers or in the places where they spent the most time. 

I wanted to investigate our situation and tell our fears, our feeling of helplessness in facing tomorrow, our liquid reality and our alienation.

I wanted to document a phenomenon because I was a part of it and maybe I’m still a part of it.

Liquid Generation is a work that began in 2016, when I decided that, along with my companions in misfortune,

I would represent what it means to be liquid youth.

                                                                        

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