Ida

IT

Ida è una scrittrice, traduttrice, cantante lirica e attrice in una compagnia teatrale. 

Ha vinto il premio Salerno libro d'Europa con il suo romanzo “Perdutamente” e ha scritto diversi racconti per la rivista Glamour.

 

La prima volta che la incontro è un giorno di Settembre del 2018: si avvicina e mi dice, scusandosi, che sono molto bella. 

A Novembre, una mattina, capito in casa sua e le faccio il primo ritratto. Noto sul tavolo una fetta di crostata con a fianco un bigliettino scritto a mano da sua madre. Lo fotografo. Fotografo i suoi vestiti, la stanza, la fotografo mentre scrive il suo nuovo romanzo, mentre recita. Viene da Castellammare di Stabia, vicino a Napoli,dove, per cultura, il concetto di emancipazione femminile non è tra le priorità: la fotografo insieme alla sua famiglia durante il pranzo di Pasqua, mentre guarda il telefono da sola, seduta sul bracciolo del divano.

Continuo a fotografarla per mesi, prima di capire che Ida non è solo un'amica, non è solo un'artista, non è solo la figlia unica di una madre insegnante, non è tutte quelle etichette che le si appiccicano addosso.

Ida è un ideale; l'deale di una donna libera di essere debole, malinconica e disperata sotto la pioggia, quando si rende conto che il mondo non è ancora pronto per riconoscere a una donna gli stessi diritti dell'uomo.

Ida è l'ideale di una donna libera di celebrare la propria bellezza perchè incarna un canone non basato sull'assenza dei difetti ma sull'accettazione degli stessi fino a renderli i punti di forza per la sua particolarità e unicità. Ida sa essere meravigliosa indipendentemente dal trucco o dai capelli, il più delle volte arroccati sui lati della testa in fatiscenti e disordinate crocchie. 

Ida è libera perchè tutta la sua arte, dalla scrittura, al canto alla recitazione, è un grido di ribellione a una società di stereotipi, un manifesto di lotta contro ogni regola, un provocatorio inno alla vita: dove vita significa essere se stesse sovvertendo ogni dettame, ricrearsi continuamente come artista, non piegarsi alle parole “è sempre stato così”.

Guardarla attraverso l'obiettivo mi ha restituito un'immagine rappresentativa di un femminismo diverso, delicato, aperto, inclusivo, costruttivo.  Mi ha permesso di capire che c'è un femminismo che non discrimina l'altro sesso, che non è schierarsi politicamente, non è decretare guerra agli uomini.
 

ENG

Ida is a writer, translator, opera singer and actress in a theater company.

He won the Salerno book of Europe award with her novel "Perdutamente" and wrote several short stories for Glamour magazine.

 

The first time I meet her is a day in September 2018: she approaches and tells me that I'm really beautiful.

In November, one morning, I got to her house and I do her first portrait. I notice on the table a slice of tart with one side a handwritten note from his mother.

The photographer. I photograph his clothes, the room, the photographer while writing his new novel. She comes from Castellammare di Stabia, near Naples, where, for culture, the concept of feminine emancipation is not among the priorities: I take a photo of her together with her family during Easter lunch, while looking at the phone alone, sitting on the armrest of the sofa.

I keep on photographing her for months, before realizing that Ida is not just a friend, she is not just an artist, she is not only the only daughter of a mother who is a teacher, she is not all those labels that stuck to her.

Ida is an ideal; The ideal of a woman who is free to be weak, melancholic and desperate in the rain, when he realizes that the world is not ready to recognize the same rights as a man to a woman yet.

Ida is the ideal of a woman who is free to celebrate her beauty because she embodies a canon non based on the absence of defects but on the acceptance of them to turn them into strengths for her particularity and uniqueness. Ida can be wonderful regardless of makeup or hair, most of the time perched on the sides of the head in crumbling and messy buns.

Ida is free because all her art, from writing, to singing to acting, is a cry of dignity and rebellion against a society of stereotypes, a manifesto of struggle against every rule, a provocative hymn to life: where life means being yourself subverting every dictate, recreating ourself constantly as artists, not bending to the words“has always been so”.

Looking at her through the lens gave me a representative image of a different type of feminism, that is open, delicate, inclusive, constructive. It has allowed me to understand that there is a feminism that does not discriminate against the other sex, that it is not taking a political stand, it is not decreeing war on men.